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Il contesto artistico

La nonna di G. B.

Rosina WachtmeisterRosina Wachtmeister è nata a Vienna nel 1939 e ha vissuto fino all’età di quattordici anni sul lago Attersee. Nel 1953 si è trasferita in Brasile dove ha studiato Scultura nella scuola di Belle Arti di Porto Alegre. Nel 1980 ha cominciato la produzione di poster che hanno avuto una grandissima diffusione e che l’hanno resa nota in tutto il mondo. Dopo aver creato più di venti libri, innumerevoli litografie e un’articolata linea di porcellane prodotta dalla tedesca Goebel, Rosina è ancora nel pieno della sua produzione creativa, continuando a dipingere e a creare nuove forme dopo oltre 40 anni di attività. Nel grande giardino della casa dove vive, a Capena, non lontano da Roma, circondata dalla musica, da alberi e piante di ogni specie, Rosina si prende cura dei suoi gatti, cani, pellicani, gru, pavoni, oche, galline di ogni specie, cicogne, colombe, tortore, pappagalli che sono ancora oggi la fonte della sua ricca ispirazione.

La mamma di G. B.

Gabila Rissone Musumeci Gabila Rissone Musumeci è nata in Brasile, a Porto Alegre. Figlia d'arte - il padre era il pittore Paolo Rissone, la madre è Rosina Wachtmeister - Gabila si è trasferita ancora bambina a Roma dove, nella bottega d'arte e artigianato dei genitori, nei pressi del Pantheon, ha imparato a intagliare il legno, a disegnare e a dipingere.
Oltre a produrre innumerevoli lavori -tele, poster, oggetti di design, decorazioni su stoffa, collage- col suo naturale talento di illustratrice, Gabila collabora spesso con altri artisti per tradurre in immagini le loro invenzioni poetiche e fantastiche. È diplomata al conservatorio Santa Cecilia dove ha studiato per dieci anni. Da oltre dieci anni è art director della produzione di molti dei prodotti di Rosina.

Il nonno di G. B.

Ermanno Rea Ermanno Rea nasce a Napoli nel 1927. È giornalista e scrittore.
Ha pubblicato “Il Po si racconta”, “Uomini donne paesi e città di una Padania sconosciuta”, “L’ultima lezione”, “La solitudine di Federico Caffè scomparso e mai più ritrovato”, “Mistero napoletano”, “Vita e passione di una comunista negli anni della guerra fredda” (premio Viareggio), “Fuochi fiammanti a un’ora di notte” (premio Campiello), “La dismissione” (secondo al premio Strega), “Napoli ferrovia”, “La fabbrica dell’obbedienza”, “La comunista” e l’ultimo edito da Feltrinelli “Io Reporter”.

Il papà di G. B.

Carlo Rea Carlo Rea si diploma in viola al Conservatorio di Santa Cecilia e suona per alcuni anni nell'orchestra sinfonica omonima. La passione per le arti visive lo spinge però ben presto a dedicarsi interamente alla pittura e alla scultura. Dopo un lungo cammino alla ricerca di una propria identità artistica, cammino compiuto in parte in Francia in parte in Italia, la sua produzione oggi, spiegata in estrema sintesi, si caratterizza come scomposizione poetica di quella sorta di non-colore (o anche di somma di tutti i colori) che è il bianco.
Si tratta di grandi tele sulle quali si sovrappongono strati di velature che tendono a rendere sempre più evanescenti le impronte presenti qua e là sul fondo, come a rappresentare ciò che separa la realtà dal sogno o forse il contrario: il sogno dalla realtà. Carlo Rea risiede e lavora nelle Marche.

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